{"id":617,"date":"2006-04-10T14:54:29","date_gmt":"2006-04-10T14:54:29","guid":{"rendered":"http:\/\/lenostrericette.it\/?p=617"},"modified":"2016-11-25T15:07:08","modified_gmt":"2016-11-25T15:07:08","slug":"speciale-peperoncino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lenostrericette.it\/?p=617","title":{"rendered":"Speciale Peperoncino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.guidasicilia.it\/ita\/main\/news\/speciali.jsp?IDNews=1164\" target=\"_blank\">Dal sito di GuidaSicilia.it<\/a><\/p>\n<p>Piccante, per dimagrire, curarsi e &#8230; molto altro ancora<\/p>\n<p>Tra i buoni propositi di questa stagione c&#8217;\u00e8 anche quello di perdere qualche etto in eccesso?<br \/>\nUn trucco consiste nell&#8217;introdurre cibi che &#8220;bruciano in bocca&#8221; per eliminare le calorie in eccesso. Secondo uno studio, infatti, chi mangia cibi piccanti elimina oltre 45 calorie in pi\u00f9, a parit\u00e0 di pasto.<\/p>\n<p>Le spezie piccanti fanno insomma aumentare il metabolismo di circa il 25%: questo aumenta la possibilit\u00e0 di perdere peso.<br \/>\nUnico inconveniente: non \u00e8 ancora chiaro quali siano le spezie in grado di far &#8220;bruciare&#8221; le calorie. Il peperoncino sembra abbia questo effetto ma non, ad esempio, lo zenzero.<\/p>\n<p><strong>Un po&#8217; di storia<\/strong><br \/>\nIl peperoncino arriv\u00f2 in Europa stivato nelle caravelle di Colombo che tornavano nel vecchio continente, nel 1514. Il nome con il quale era chiamato in tutto il nuovo mondo era &#8220;chili&#8221; e cos\u00ec \u00e8 rimasto.<br \/>\nIl primo occidentale che conobbe sulla lingua il sapore piccante del peperone fu il medico della seconda spedizione di Colombo, Diego Alvaro Chanca, che lo us\u00f2 come condimento nel 1494.<br \/>\nFino al secolo sedicesimo, nessuno dei grandi popoli della civilt\u00e0 occidentale aveva mai potuto aromatizzare le sue vivande con l&#8217;apporto di questo vegetale allegro, umile, vivificante.<br \/>\nIl peperoncino acutissimo al gusto apparve subito adatto per conservare e insaporire le vivande: tant&#8217;\u00e8 che il Mattioli, medico senese autore di un famoso trattato sulle piante del 1568, ne parla gi\u00e0 come di una pianta comune, chiamandolo pepe cornuto o pepe d&#8217;India.<br \/>\nComincia da qui la difficile e intricata questione della nomenclatura a proposito del nostro frutto, che trover\u00e0 solo con la sistematica di Linneo, nel settecento, il definitivo nome scientifico di &#8220;capsicum&#8221;.<br \/>\nIn brevissimo tempo la coltivazione del pepe d&#8217;India si diffuse nei paesi del mediterraneo, favorita dal clima e dal sole.<br \/>\nAttecch\u00ec benissimo nel nostro Sud, dove il peperoncino \u00e8 rimasto, quasi ovunque, l&#8217;aroma preferito, e in tutta l&#8217;Africa settentrionale.<br \/>\nOggi, \u00e8 venduto in quantit\u00e0 in qualunque mercatino della Tunisia, Algeria, Libia, Egitto, Marocco.<\/p>\n<p><strong>La carta d&#8217;identit\u00e0<\/strong><br \/>\nPianta che appartiene alla famiglia delle solanacee ed al genere capsicum.<br \/>\nNome botanico(genere e specie) :Capsicum frutescens, Capsicum annum.<br \/>\nLe piante si presentano sotto forma di cespuglio con foglie di colore verde chiaro su fusti delicati.La loro altezza varia dai 40 agli 80 cm e la loro larghezza, dipendente dalla specie, risulta sempre variabile tra i 40 e gli 80 cm.<br \/>\nFiorisce con fiori bianchi stellati a 5-6 petali con stami giallo tenue.<\/p>\n<p><strong>Come si coltiva<\/strong><br \/>\nIl peperoncino pu\u00f2 essere coltivato in balcone, seminando da febbraio a marzo in una cassettina contenente terriccio da semina e trapiantando poi la pianta all&#8217;aperto in aprile &#8211; maggio, quando \u00e8 alta 10 cm circa.<br \/>\nDate le misure della pianta occorre che esse vengano interrate alla distanza di 10-15 cm l&#8217;una dall&#8217;altra ed eventualmente protette nelle zone pi\u00f9 fredde, in modo da mantenerle ad una temperatura di minimo 19 \u00b0C. I frutti si raccoglieranno da giugno fino a novembre.<br \/>\n<strong>Alcune delle specie pi\u00f9 note<\/strong><br \/>\nHABANERO Considerato da alcuni come il peperoncino messicano pi\u00f9 piccante al mondo, ha un colore arancio o rosso e la forma di una lanterna della lunghezza di 5 centimetri. Ottimo nelle salse piccanti.<br \/>\nPAPRICA (Capsicum annuum) Polvere ottenuta a partire da una particolare qualit\u00e0 di peperone dolce, fatto seccare e quindi ridotto in polvere. Originaria del Messico la pianta \u00e8 stata introdotta in Ungheria dove \u00e8 diventata un ingrediente simbolo della cucina di questo paese.<br \/>\nANCHO E&#8217; sicuramente il peperoncino pi\u00f9 popolare in Messico. Di colore rosso-arancio ha un sapore dolce e fruttato. E&#8217; ottimo per farcire i ripieni e per aromatizzare le salse. Lo si trova spesso gi\u00e0 ridotto in polvere.<br \/>\nCHIPOTLE Peperoncino messicano color caff\u00e9, \u00e8 un jalape\u00f1o di grossa taglia maturato ed essiccato. Prima di utilizzarlo conviene gettare il picciuolo ed i semini e ridurlo in purea con poca acqua<br \/>\nAJI Passano sotto questo nome una grande variet\u00e0 di peperoncini peruani, come l&#8217;aj\u00ed huacatay, il verde molido, il limo amarillo, il monta\u00f1a di colore rosso dall&#8217;odore intenso e molto piccante, il mirasol verde e seccato, o il pi\u00f9 comune panca di grossa taglia e dal colore rosso marrone, che a differenza delle altre speci non \u00e8 piccante ed \u00e8 molto usato per insaporire i piatti.<br \/>\nPRIK CHEE Ampiamente utilizzato nella cucina thai, ha la dimensione di un dito ed \u00e8 moderatamente piccante. Pu\u00f2 essere verde, giallo o rosso a seconda del grado di maturazione.<br \/>\nPRIK KEE NOO Peperoncino thailandese di piccola taglia ma terribilmente piccante, pu\u00f2 essere rosso, verde, giallo-arancione, il suo impiego spazia dai curry alle salse.<br \/>\nGUAJILLO Peperoncino messicano di colore bruno scuro, pu\u00f2 raggiungere i 10-15 centimetri di lunghezza ed una forma leggermente ricurva. Ha un sapore dolce ed un&#8217;aroma che ricorda vagamente il t\u00e9 verde. Ottimo per la preparazione di salse.<br \/>\nJALAPENO E&#8217; probabilmente il peperoncino messicano pi\u00f9 conosciuto in Europa, ha un colore verde scuro, la polpa spessa ed una lunghezza variabile tra i 5 ed i 7 centimetri, \u00e8 moderatamente piccante lo si consuma preferibilmente en escabeche (in salamoia).<br \/>\nPASILLA Peperoncino messicano lungo e sottile dal colore marrone scuro, ha un gusto particolare di liquerizia. E&#8217; delizioso ridotto in salsa per aromatizzare i piatti a base di frutti di mare ed il ceviche.<br \/>\nPOBLANO Peperoncino messicano di colore verde scuro lungo circa 10 centimetri. Lo si consuma cotto e mai crudo, \u00e8 eccellente grigliato al forno.<br \/>\nSERRANO Peperoncino messicano di colore verde vivo o rosso e molto piccante. Ha un gusto deciso ottimo per insalate,marinate e salse.<br \/>\nPEPERONCINO DI CAYENNA Si tratta di uno dei peperoncini pi\u00f9 piccanti al mondo, dal colore rosso-arancio o verde ha un profumo assolutamente particolare che si presta ottimamente per dare un tocco piccante ai piatti africani e caraibici.<br \/>\n<strong>Come si conserva<\/strong><br \/>\nI metodi migliori per conservare il peperoncino in modo che non perda le sue propriet\u00e0 sono: sott&#8217;olio o secco Esso deve essere utilizzato appena colto altrimenti il sapore si altera. Per ottenere un sapore piccante \u00e8 consigliato seccare i peperoncini al sole e polverizzarli, qualche giorno dopo la raccolta.Per chi preferisce metterli in salamoia, si consiglia di coglierli senza togliere il picciolo ed i semi e, scottarli in acqua e aceto bollenti per 1 minuto. Portare poi ad ebollizione in una pentola un litro d&#8217;acqua,toglierli dal fuoco ed aggiungere 250 gr. di sale da cucina, raffreddarli e sistemarli in un vaso di vetro.<br \/>\n<strong>Le sue caratteristiche<\/strong><br \/>\nIl vero nome scientifico del peperoncino \u00e8 Capsicum, nelle varie vesti di minimum, fastigiatum, frutescens, annuum.<br \/>\nLa parola deriva dal latino capsa che vuol dire scatola o dal greco kapto che vuol dire mordo, mangio avidamente (per la sua dote di eccitare l&#8217;appetito).<br \/>\nIl principio attivo, l&#8217;alcaloide, si chiama Capsicina ed \u00e8 contenuta specialmente nella placenta, un velo sottile, attaccato alla parte interna del frutto, che sorregge ed avvolge i semi.<br \/>\nNell&#8217;epicarpo sono contenute le sostanze coloranti che danno il bel colore al frutto: capsorubina, zeaxantina, criptoxantina.<br \/>\nNell&#8217;olio dei semi vi sono: acido miristico, palmitico, stearico, carnaubico, oleico.<br \/>\nNel frutto: acido malonica e citrico, potassio, rame, zinco, fosforo, zolfo, magnesio, ferro.<br \/>\nLe Vitamine: Vitamina A 420 U.I, Tiamina 0,08, Riboflavina 0,08, B6 0,22, Niacina 0,22, Acido Pantotenico 0,23, Acido Folico 8, Acido Ascorbico 128, Vitamina E 60 gamma.<br \/>\nPer i pi\u00f9 pignoli vi diamo anche la formula chimica della Capsicina e il suo nome &#8220;chimico&#8221;<br \/>\n<strong>Le sue doti<\/strong><br \/>\nEcco una lista delle straordinarie doti di questo prezioso frutto:<br \/>\nCarminativo (scaccia i gas dalla pancia)<br \/>\nEupeptico (fa digerire bene)<br \/>\nPreviene l&#8217; infarto<br \/>\nE&#8217; afrodisiaco (aumenta il desiderio sessuale)<br \/>\nFa abbassare la pressione alta<br \/>\nFa aumentare la pressione bassa<br \/>\nMigliora l&#8217;emodinamismo<br \/>\nFa smettere di fumare<br \/>\nSollecita la coagulazione del sangue<br \/>\nProtegge i capillari<br \/>\nCura l&#8217;ulcera gastrica e duodenale<br \/>\nCura le emorroidi e le ragadi<br \/>\nAbbassa il colesterolo<br \/>\nIndicato nelle prostatiti<br \/>\nCura le allergie e l&#8217;asma<br \/>\nEvita le trombosi<br \/>\nCura la colite<br \/>\nE&#8217; anticancerogeno<br \/>\nCura nevralgie, reumatismi, distorsioni, lombaggini, torcicollo.<br \/>\nCura la gotta<br \/>\nAiuta gli alcolisti a smettere di bere<br \/>\nMigliora la depressione e l&#8217;ansia<br \/>\nIndicato nelle faringiti e laringiti<br \/>\nCaduta dei capelli<br \/>\nDistacco di retina<br \/>\nIncontinenza urinaria<br \/>\nE&#8217; diuretico<br \/>\nE&#8217; diaforetico (fa sudare)<br \/>\nCura la dismenorrea<br \/>\nOtite<br \/>\nInsufficienza epatica<br \/>\nPsoriasi<br \/>\nStitichezza<br \/>\nHerpes Zoster<br \/>\nVene varicose<br \/>\nCellulite<br \/>\nPellagra<br \/>\nMalaria<br \/>\nColera<br \/>\nEnfisema polmonare<br \/>\nCistopielite<br \/>\nAllevia i dolori del parto<br \/>\nEmicrania e cefalea<br \/>\nPulisce i denti<br \/>\nMal di mare<br \/>\nAnoressia<br \/>\nObesit\u00e0<br \/>\nErnia iatale<br \/>\nMal di denti<br \/>\nAcne giovanile<br \/>\nSordit\u00e0<br \/>\nApoplessia<br \/>\nTosse<br \/>\nAbbassa i trigliceridi<br \/>\nDiverticolite<br \/>\nGeloni<br \/>\nRaffreddore<br \/>\n<strong>Come placare il bruciore?<\/strong><br \/>\nPer quelli che hanno esagerato con le dosi, oppure se ne sono trovati un pezzo in bocca senza volere, c&#8217;\u00e8 un solo rimedio!!Evitare assolutamente di bere dell&#8217;acqua, vino, birra, o altro: le cose non faranno altro che peggiorare!L&#8217;unico modo \u00e8 masticare del pane, o ancor meglio della mollica, magari dopo essersi messi sulla lingua un pizzico di sale. FATE ATTENZIONE!!!<br \/>\n<strong>Come si misura il potere &#8220;ustionante&#8221;?<\/strong><br \/>\nIl potere urticante di un peperoncino viene misurato in due modi differenti:<br \/>\nScoville Heat Units (S.H.U.)<br \/>\nDremann&#8217;s Hotness Scale (D.H.S.)<br \/>\nLe due scale si basano su due principi diversi, comunque abbastanza empirici, e le classifiche di piccantezza che ho trovato in giro non si riferiscono allo stesso gruppo di qualit\u00e0 di peperoncini, quindi il pi\u00f9 piccante di una scala non lo \u00e8 per l&#8217;altra. Secondo il mio modesto parere ogn&#8217;uno pu\u00f2 crearsi la sua scala come pi\u00f9 gli piace, mettendo a confronto i peperoncini nella preparazione della sua salsa preferita o qualsiasi altra cosa. buon divertimento!!!<br \/>\n<strong>Scoville Heat Units<\/strong><br \/>\nSi basa su di un sistema empirico che valuta la reazione della pelle umana al contatto, e l&#8217;unit\u00e0 di misurasono le Scoville Heat Units (S.H.U.). Ovviamente questa misura varia in modo imprevedibile in virt\u00f9 di numerosi fattori, compresa la tolleranza del singolo individuo. In una scala media che classifica i peperoncini a seconda del gusto piccante, quello pi\u00f9 dolce \u00e8 collocato a 0 unit\u00e0 e i pi\u00f9 forti (come l&#8217;habanero) a 300.000 Scoville Heat Units.<br \/>\nA seconda della loro forza, i peperoncini si possono dividere pi\u00f9 o meno precisamente in tre grandi categorie:<br \/>\n<strong>o Ferocemente piccanti-brucianti:<\/strong><br \/>\nhabanero, chiamato anche &#8220;la vendetta del diavolo&#8221; (300.000 Scoville Heat Units [S.H.U.]), calore di fusione, intenso gusto fruttato piccante); thai (100.000 S.H.U., calor bianco, persistente); cayenne (50.000 S.H.U., gusto lievemente dolce e intenso); de Arbol (15.000 S.H.U., calore pungente, gusto erbaceo); serrano (15.000 S.H.U., leggermente acido). Peperoncini piccanti sono anche l&#8217;amarillo, il limon, il chiltepin, il santaka, il japones, il rocoto, il piquin (chiamato anche petine), il tabasco, il puja, il Guajillo, il cascabel e il mirasol (gusto di frutti tropicali).<br \/>\n<strong>o Piccanti-pungenti:<\/strong><br \/>\nil polposo e versatile Jalapeno (5.000 S.H.U., gusto vegetale); l&#8217;ancho o poblano (1.500 S.H.U., leggermente dolce, con gusto di uva passa); il pasilla (2.500 S.H.U., gusto lievemente affumicato); il new mexico (1.000 S.H.U., gusto erbaceo e terroso, leggermente dolce e acido).<br \/>\n<strong>o Leggeri-blandi-dolci:<\/strong><br \/>\ncalifornia (500 S.H.U., media dolcezza); le specie sudoccidentali come l&#8217;anaheim rosso e verde (gusto dolce e vegetale); cubanella, squash, chiloca, chowa, deaqua (leggermente fruttati e aspri); cherry (media dolcezza) e banana (100 S.H.U., appena dolce); sweet bell (0 S.H.U., leggero, dolciastro e vegetale), che comprende le specie pi\u00f9 diffuse come quelle olandesi e mediterranee, molto utilizzate (di colore viola, marrone, rosso, verde, giallo e arancione), la specie ungherese di media grandezza e quelle spagnole rosse e gialle di media grandezza (pimento).<br \/>\n<strong>Dremann&#8217;s Hotness Scale<\/strong><br \/>\nAnche questo \u00e8 un sistema empirico basato ed \u00e8 basato sul diametro, ma non sulla lunghezza, del peperoncino (pi\u00f9 \u00e8 piccolo e pi\u00f9 \u00e8 cattivo) e sulla capacit\u00e0 di aumentare la &#8220;cattiveria&#8221; di una salsa per unit\u00e0 di peso. Questa scala indica le once di salsa che si riescono ad insaporire (cio\u00e8 si sente l&#8217;aumento della piccantezza) con l&#8217;aggiunta di una sola oncia di peperoncino verde fresco. Nel caso di peperoncino maturo si deve moltiplicare la quantit\u00e0 per 2, se \u00e8 secco si deve moltiplicare per 10.<br \/>\nDiametro del frutto Dremann&#8217;s Hotness Scale<br \/>\n5-10 mm da 1,000 a 8,000<br \/>\n10-25 mm da 100 a 2,000<br \/>\n2.5-4 cm da 100 a 1,000<br \/>\n4-7.5 cm da 50 a 250<br \/>\nDi seguito trovate la scala per 31 specie di peperoncini. La &#8221; f &#8221; sta per frutto fresco, mentre la &#8221; d &#8221; sta per dried, ovvero secco.<br \/>\nD.H.S. Qualit\u00e0<br \/>\n25 f Anaheim mild<br \/>\n42 f Sandia<br \/>\n60 f Elephant&#8217;s Trunk<br \/>\n60 f Santa Fe Grande<br \/>\n95 f Santo Domingo Pueblo<br \/>\n133 f Serrano<br \/>\n135 f Ancho Mexican Large<br \/>\n270 f Pusa Jwala<br \/>\n380 f Mexican Negro<br \/>\n400 f Jalapeno, razza verde<br \/>\n400 f Trupti<br \/>\n500 f Manzano or Rocoto<br \/>\n1,000 d Mandi<br \/>\n1,300 d Guajillo<br \/>\n2,000 d Dagger Pod<br \/>\n2,000 d Flame Fountain<br \/>\n2,777 f Habanero red (compreso Red Savina)<br \/>\n2,857 f Habanero yellow<br \/>\n3,500 d Aji Brown<br \/>\n3,500 d Aji Rojo<br \/>\n3,500 d Aji Yellow<br \/>\n4,160 f Habanero orange<br \/>\n4,762 f Habanero brown<br \/>\n5,700 f Yatsufusa<br \/>\n6,700 d Thai<br \/>\n7,143 d Round Indian Chilly<br \/>\n8,000 d De Arbol<br \/>\n10,000 d Habanero orange<br \/>\n10,000 f Merah<br \/>\n10,000 f Red chili<br \/>\n10,000 f Tabasco<br \/>\n16,000 d Japones<br \/>\n20,000 d Assam<br \/>\n20,000 d Pequin<br \/>\n25,000 f Indian PC-1<br \/>\n30,000-50,000 d Tepin (senza semi!!!)<\/p>\n<p><strong>Le propriet\u00e0 medicinali<\/strong><br \/>\nAzione antibiotica<br \/>\nVi sembrer\u00e0 strano, ma la maggior parte delle piante studiate sotto questo aspetto hanno dimostrato di possedere una azione antibiotica pi\u00f9 o meno pronunciata. Il capsicum, usato largamente in Etiopia per la preparazione dei piatti tradizionali, ha dimostrato, ad una concentrazione neppur troppo elevata, di poter inibire colonie di salmonelle e colibacilli assai diffusi in quelle zone calde e responsabili di gravi malattie intestinali.<br \/>\nLa cosa non deve meravigliare pi\u00f9 di tanto.<br \/>\nGli antibiotici prodotti dalle piante hanno una funzione di difesa contro i germi in esse contenuti n\u00e8\u201a pi\u00f9 o meno come gli animali e l&#8217;uomo posseggono un sistema immunitario fatto di anticorpi e di elementi corpuscolati, macrofagi e linfociti, deputati allo scopo.<br \/>\nIl fatto singolare \u00e8 che le piante che noi usiamo come spezie: aglio, prezzemolo, rosmarino, pepe, ginepro, origano, cumino, ecc., ne contengono in quantit\u00e0 significative.<br \/>\nSembra quasi che l&#8217;uomo abbia cercato ed usato questi vegetali non solo per migliorare il gusto del cibo, ma per altre ragioni dettate dall&#8217;istinto.<br \/>\nOltrech\u00e9\u201a preservarsi da certe malattie, ottenere da questi antibiotici naturali una modificazione della flora intestinale atta a sfruttare meglio la digestitone del cibo e quindi derivarne un maggior apporto calorico.<br \/>\nIn parole semplici, un piatto povero di farinacei o patate, insaporito con prezzemolo, aglio e peperoncino, aumenta il suo valore nutritivo reallizzando cos\u00ec un vantaggio economico.<br \/>\nSpiega, almeno in parte, come certe popolazioni della terra riescano a sopravvivere con diete misere ai limiti della sopravvivenza.<br \/>\nQuesto ben sanno gli allevatori che, somministrando antibiotici agli animali in batteria, ottengono un maggior utile che va dal dieci al venti per cento.<br \/>\nDa tutto ci\u00f2 che ho detto se ne potrebbero ricavare pratici vantaggi?<br \/>\nQualche &#8220;patito&#8221; del peperoncino far\u00e0, a questo punto, un salto sulla sedia. Ma, allora, la decantata cura col peperoncino dell&#8217;ulcera gastro-duodenale, scoperta recentemente la sua natura microbica (Campylobacter), ha una sua valenza scientifica?<br \/>\nAndiamoci piano e soprattutto lasciamo che le applicazioni scientifiche le facciano gli esperti. Intanto, se \u00e8 vero che il peperoncino (come tanti altri vegetali ed in maggior misura) possiede azione antibiotica utile specialmente ai fini della flora intestinale, \u00e8 anche vero, questo \u00e8 il rovescio della medaglia, che queste piccole dosi di antibiotico possono anche provocare una resistenza batterica quale effetto indesiderato.<br \/>\nEppoi, il fatto che questo artificio possa essere usato per &#8220;arricchire&#8221; in calorie la dieta, b\u00e9h, questo poi non ci interessa, anzi!<br \/>\nIn conclusione, \u00e8 sempre difficile valutare l&#8217;azione di un farmaco partendo da qualche sua caratteristica, magari suggestiva.<br \/>\nTra la definizione teorica di essa e la sua applicazione pratica (vedi ulcera gastrica) c&#8217;\u00e8 di mezzo una sperimentazione, la conferma dei risultati che devono essere costanti e sicuri.<br \/>\nSe Fleming ha scoperto la penicillina in una muffa, non ci sogneremmo mai di fare impacchi di muffa su di una ferita!<br \/>\nAzione anticancerogena<br \/>\nPrendiamo l&#8217;argomento con le molle e con tanta, tanta prudenza.<br \/>\nLe nitrosamine sono composti (bombe ad orologeria) con le quali veniamo a contatto giornalmente, volenti o nolenti e che hanno una comprovata azione cancerogena.<br \/>\nSono contenute nei vegetali coltivati su terreni eccessivamente concimati, anche con concimi naturali; in certi legumi, spinaci, insalate diverse.<br \/>\nAnche la bollitura pu\u00f2 trasformare i nitrati in nitriti e quindi in nitrosamine per azione di bacteri in derrate mal conservate dopo <strong>la cottura.<\/strong><br \/>\nLe nitrosamine si possono formare anche in carni mal conservate o pesci non freschi.<br \/>\nPossono essere presenti in prodotti di fermentazione come vino e birra.<br \/>\nSi sviluppano anche all&#8217;interno dell&#8217;apparato digerente, sempre per azione di microrganismi, in ambiente troppo acido.<br \/>\nNei fumatori, la saliva stessa pu\u00f2 sviluppare nitrosamine.<br \/>\nE chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta!!!<br \/>\nFortunatamente il nostro organismo ha la facolt\u00e0, con alcuni enzimi, di rendere solubili e quindi eliminabili questi composti nocivi.<br \/>\nPurtroppo per\u00f2 altri enzimi (il citocromo p450j) reagiscono con queste sostanze dando luogo a prodotti potenzialmente cancerogeni.<br \/>\nOra, pare che il peperoncino, la sua capsicina, abbia la propriet\u00e0 di legarsi a questi enzimi traditori, neutralizzandoli. Ma il problema non \u00e8 cos\u00ec semplice.<br \/>\nE&#8217; stato anche dimostrato, purtroppo, che 11 nitrato di sodio presente in molti alimenti, reagendo con le spezie aggiunte per la loro conservazione (peperoncino compreso) possono dar luogo alla formazione di nitrosamine.<br \/>\nCome vedete l&#8217;argomento \u00e8 assai spinoso!<br \/>\nE&#8217; stato accennato per sommi capi per farvi comprendere come quella che potremmo chiamare la farmacologia alimentare sia irta di trabocchetti e non permetta esemplificazioni di comodo.<br \/>\nSe per\u00f2 consideriamo che il peperoncino ha una buona azione antiputrefattiva e possiede una efficace azione sulla peristalsi intestinale atta ad accelerare il transito delle feci cos\u00ec impedendo il loro ristagno nel grosso intestino e la formazione di sostanze mutagene, ecco allora che l&#8217;azione del peperoncino pu\u00f2 essere utile, specie quando la dieta sia ricca di fibre vegetali.<br \/>\nAzione antisclerotica<br \/>\nRecenti studi condotti in Giappone hanno appurato che la capsicina ha sul sangue una azione fibrinolitica (come l&#8217;aglio e la cipolla, se non lo sapevate!).<br \/>\nA vostra conoscenza dir\u00f2 che la fibrina \u00e8 una specie di reticolo che va ad avviluppare quegli accumuli di piastrine che si sono andate formando sulle piccole lesioni create dal tempo a danno delle nostre povere arterie. Tappando s\u00ec il buco ma creando, con la fibrina appunto, con i globuli bianche, rossi e calcio quella placca ateromasica che nel tempo pu\u00f2 divenire tanto voluminosa da chiudere il vaso stesso.<br \/>\nAntiaggreganti piastrinici e fibrinolitici sono quindi i farmaci che impediscono la formazione della placca. Il che, come dicevamo all&#8217;inizio, pare sappia fare il peperoncino.<br \/>\nLa qual cosa, anche se suggestiva, deve ancora essere dimostrata in modo sicuro.<br \/>\nLa tesi, molto accreditata, che sostiene questo asserto, si basa sulla constatazione, in verit\u00e0 inoppugnabile, che i popoli che fanno largo uso di peperoncino sono statisticamente meno soggetti all&#8217;arteriosclerosi e quindi all&#8217;infarto. La deduzione \u00e8 affascinante ma un po&#8217; semplicistica.<br \/>\nNon dimentichiamo che quei signori, si fa per dire, mangiano meno di noi (o non mangiano affatto) non fumano si arrabbiano di meno e se la prendono comoda (andando a piedi).<br \/>\nProbabilmente, facendo o non facendo tutte queste cose, anche noi camperemmo di pi\u00f9, anche senza peperoncino!<br \/>\nIl peperoncino come anestetico<br \/>\nLe prime ricerche di laboratorio sul peperoncino risalgono agli anni venti.<br \/>\nSoggetti designati negli esperimenti i soliti poveri cani, probabilmente senza il loro consenso.<br \/>\nI primi ricercatori, iniettando la capsicina endovena provocano un rallentamento degli atti respiratori fino all&#8217;apnea, un abbassamento della pressione arteriosa ed una diminuzione della frequenza cardiaca per azione vagale.<br \/>\nSull&#8217;intestino isolato (sempre del povero cane) la capsicina aumenta il tono e la frequenza delle contrazioni Sempre lo stesso capsico, applicato localmente come tintura (questo si pu\u00f2 fare anche sulla pelle di un cristiano!) provoca calore e bruciore ed in un secondo tempo arrossa l&#8217;epidermide ma non fa comparire vesciche anche in dosi molto concentrate. Non solo, ma a questo livello subentra uno stato di anestesia localizzata, il fenomeno gi\u00e0 notato in passato (cos\u00ec curavano il mal di denti i Maja e gli Incas) \u00e8 stato recentemente spiegato con il fatto che la capsicina entrerebbe in competizione con la cosidetta sostanza P che \u00e8 un mediatore chimico tra la parte offesa ed il neurone che porta lo stimolo al cervello.<br \/>\nQuesto misterioso fattore fu scoperto negli anni trenta ma fu isolato e meglio conosciuto quaranta anni dopo.<br \/>\nLa distruzione o l&#8217;inattivazione, questo non \u00e8 chiaro, di tale sostanza, impedisce dunque all&#8217;or- ganismo di percepire dolore da quel punto dove si \u00e8 applicata la capsicina.<br \/>\nCon queste interessanti premesse si \u00e8 recentemente provata l&#8217;applicazione di una crema di capsico sulle lesioni provocate da una malattia tipica del sistema nervoso periferico: l&#8217;erpes Zoster. Pare con buoni risultati, anche se consiglio i miei lettori di non fare esperimenti sulla propria pelle.<br \/>\nNemmeno sui cani!!<br \/>\n<strong>Come viene chiamato nel mondo<\/strong><br \/>\nANCHO: Messicano, a forma di cuore, lungo circa 12 cm. dal sapore dolce. Quando \u00e8 ancora verde viene chiamato Poblano e viene usato fresco.<br \/>\nAKE LOTA PEPPER &#8211; AKASHI LANKA: Due peperoncini indiani. Quest&#8217;ultimo dal nome simpatico &#8220;che guarda il sole&#8221; come l&#8217;omonimo messicano mirasol.<br \/>\nBERBERE&#8217;: Prodotto da diverse qualit\u00e0 di peperoncino, tutte assai vivaci, \u00e8 principe nelle regioni dell&#8217;Eritrea e dell&#8217;Etiopia.<br \/>\nBIG JIM: Prodotto nel Nuovo Messico per l&#8217;esportazione U.S.A.<br \/>\nBIRD PEPPER: Della Florida.<br \/>\nCAJENNA: Molto piccante, deriva dall&#8217;antico Jalapeno. \u00e8, per gli europei, il peperoncino per antonomasia.<br \/>\nCHACOENSE: Originario della Bolivia, con l&#8217;ulupica padre e madre di tutti i peperoncini del mondo. CRASNJ PEREZ: E&#8217; il nome russo del peperoncino.<br \/>\nCHILE O CHILI: E uno dei tanti nomi del peperoncino e deriva dalla denominazione che gli antichi atzechi davano allo stesso; chili.<br \/>\nPer chili i messicani intendono una polvere di peperoncino mescolata con farina di mais, cumino, cipolla, origano, aglio e pepe nero.<br \/>\nCILIEGIA: E rotondo con un diametro di due, tre cm. Molto piccante, \u00e8 proprio delle Antille.<br \/>\nCOLOMBO: Come il Chili messicano \u00e8 una composizione a base di peperoncino ma con l&#8217;aggiunta di polvere di amido di riso, coriandolo, mostarda, curcuma polvere essiccata di mango.<br \/>\nSi usa nei Caraibi.<br \/>\nDATIL PEPPER: Peperoncino della Florida.<br \/>\nFELFEL AHMAR: Tipo Caienna, \u00e8 il pepeironcino per antonomasia dei paesi del Nord-Africa. GUATJILLO: Uno dei tanti peperoncini messicani che non passano inosservati sulla lingua. HABANERO: \u00c8 l&#8217;antico peperoncini dei Maya dello Yucatan ed ancora preferito dai loro diseredati discendenti (in antitesi polemica con gli ultimi arrivati ghe preferiscono lo jalapeno). Di colore verde scuro, rotondeggiante, lungo 5-6 cm, s\u00ec pu\u00f2 considerare il pi\u00f9 piccante del mondo e, stranamente, il pi\u00f9 profumato.<br \/>\nHARISSA: Peperoncini di cajenna ammollati in acqua e quindi pestati con il sale.Conservati con olio di oliva e aglio.Serve per preparare il famoso couscous dei popoli africani che si affacciano sul Mediterraneo.<br \/>\nHONKA: \u00c8 il nome giapponese del peperoncino. (Anche togarashi).<br \/>\nHONTAKA O IIONKA: \u00c8 un peperoncino giapponese rosso-arancio lungo 5 cm. Molto vivace.<br \/>\nINDIANISHER PFEFER: \u00c8 il nome tedesco del peperoncino. (Oppure spanisher pfeffer, beisbceren). JALAPENO: \u00c8 il classico peperoncino messicano dal colore verde lungo 7 cm e la punta molto arrotondata. Essiccato al sole e affumicato con legna particolare prende l&#8217;antico nome azteco di chipotie.<br \/>\n\u00c8 moderatamente piccante ed il pi\u00f9 esportato negli USA.<br \/>\nLAAL MIRCH: \u00c8 il nome indiano del peperoncino.<br \/>\nLAJUAU: \u00c8 il nome cinese dei peperoncino.<br \/>\nMALAGUETA: \u00c8 un piccolo frutto che si trova in Brasile e nella Guinea. In Europa \u00e8 conosciuto come pepe della Giamaica.<br \/>\nMIRASOL: Messicano, a forma di cornetto, al contrario dei suoi simili, guarda verso l&#8217;alto, verso il sole, come l&#8217;indiano akashi lanka.<br \/>\nMIRCHA: \u00c8 il nome indiano del peperoncino.<br \/>\nMULATO: Dal Messico, rosso scuro, quasi nero di forma rettangolare, largo 8 cm, lungo 10. \u00c8 poco piccante ma in compenso pi\u00f9 profumato dei suoi colleghi. \u00c8 una variet\u00e0 del poblano.<br \/>\nNUMEX: Dal nuovo Messico, \u00e8 coltivato in larga scala.<br \/>\nPAJARITO: Della Colombia.<br \/>\nPAPRIKA: E il celeberrimo peperoncino ungherese. A seconda che si siano lavati o tolti i semi e la parte placentare si produce la paprika dolce, mezzo dolce, rosa che \u00e8 la pi\u00f9 forte.<br \/>\nPASILLA: E l&#8217;ennesimo peperoncino messicano di forma allungata, assai piccante. I suoi resti archeologici risalgono a 5000 anni fa.<br \/>\nPICKEENU: E il peperoncino verde della Tailandia dove se ne consuma una enorme quantit\u00e0, la pi\u00f9 alta procapite nel mondo. E&#8217; molto piccante.<br \/>\nPIMENTON: Il peperoncino spagnolo macinato. (anche pimiento, guedillas).<br \/>\nPILLIPILLI: \u00c8 un peperoncino delle isole di Capo Verde che viene usato anche in Portogallo mescolato a olio, aceto, cipolla, aglio e whisky.<br \/>\nPIMIENTO: Non molto piccante \u00e8 una variet\u00e0 coltivata negli Stati Uniti.<br \/>\nPIQUIN: Piccolo peperoncino del Per\u00f9, come tutti i piccoletti vivacissimo.<br \/>\nPOBLANO: Messicani, piuttosto grandi, dalla forma allungata, verdi o rossi pi\u00f9 o meno piccanti.<br \/>\nVengono usati freschi. Secchi o affumicati cambiano nome in acho o mulato.<br \/>\nPOIVRE DEL L&#8217;INDIE: \u00c8 il nome francese del peperoncino, (\u00e8 anche chiamato piment, poivre long). PULFUL: E il nome arabo del peperoncino.<br \/>\nRED PEPPER: E il nome inglese del peperoncino, (oppure spanish pepper, pod pepper).<br \/>\nROCOTILLO: Sudamericano, assomiglia ad un piccolo pomodoro.<br \/>\nROTOCO o LOCOTO: Della Bolivia e del Per\u00f9, \u00e8simile ad una ciliegia e cresce sulle Ande a grandi altitudini.<br \/>\nSAMBAL: E una salsa indiana con polvere di peperoncino, latte di cocco, cipolla e aglio.<br \/>\nSANDIA: Dal nuovo Messico.<br \/>\nSANTAKA: Piccantissimo giapponese.<br \/>\nSCOTCH BONNET: Dalla Giamaica, \u00e8 un parente stretto del micidiale habanero messicano SERRANO: Semiselvatico, ha la caratteristica dei frutti che crescono verso l&#8217;alto.<br \/>\nTABASCO: Peperoncino diffusissimo per le sue coltivazioni che d\u00e0 il nome alla celeberrima salsa. TIAJN: Peperoncino cinese.<br \/>\nULUPICA: Si trova allo stato selvaggio ed \u00e8considerato l&#8217;antenato di tutta la progenie con il chacoense. Non lo trovate nei negozi ma sulle montagne della Bolivia con un po&#8217; di fortuna.<br \/>\nXCATIC: Allo stato selvatico nello Yucatan, oggi coltivato.<br \/>\nKUMATAKA: Piccantissimo giapponese<br \/>\n<strong>Come \u00e8 conosciuto in Italia<\/strong><br \/>\nLiguria: Peviuncin russu.<br \/>\nLombardia: Peverone.<br \/>\nPiemonte: Peuvreun.<br \/>\nEmilia: Pevrun, Piviron.<br \/>\nToscana: Zenzero, Pepe rosso, Pepe d&#8217;India.<br \/>\nAbruzzo: Pipidigno, Lazzaretto, Cazzariello Saitt\u00ec, Pepent\u00f2 Piccante.<br \/>\nMolise: Diavulillo.<br \/>\nCampania: Peparuolo.<br \/>\nPuglia: Peperussi, Pipazzu, Pipariellu, Diavulicchio, Zenzero.<br \/>\nSardegna: Pibiri moriscu.<br \/>\nSicilia: Piparieddu, Pipi russu<br \/>\nBasilica: Diavulicchio, Francisello, Cerasella, Pupon, Zafarano, Mericanil\u00ec, Mecarillo.<br \/>\nCalabria: Pipi infernali, Pipi bruciante Canearedu, Spezzuzzu, Pipazzu, Pipi sfuscente, Pipariellu.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal sito di GuidaSicilia.it Piccante, per dimagrire, curarsi e &#8230; molto altro ancora Tra i buoni propositi di questa stagione c&#8217;\u00e8 anche quello di perdere qualche etto in eccesso? 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